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Nonna Laurina: a 115 anni la forza silenziosa della longevità italiana

Nel cuore dell’Irpinia, in una casa semplice affacciata sulle colline di Sturno, vive una donna che incarna uno dei misteri più affascinanti della longevità umana. Lucia Laura Sangenito, conosciuta da tutti come Nonna Laurina, ha compiuto 115 anni il 22 novembre 2025: è la donna più longeva d’Italia, la terza in Europa e la quarta nel mondo. Una presenza discreta, quasi schiva, che però illumina un intero territorio con la sua storia. La sua vita attraversa più di un secolo di trasformazioni: è nata nel 1910, ha visto due guerre mondiali, la pandemia del 1918 e quella del 2020, i grandi cambiamenti sociali del dopoguerra e le rivoluzioni tecnologiche del XXI secolo. È stata una delle prime donne italiane a votare al referendum del 1946; una testimone vivente di un secolo che non esiste più, ma i cui insegnamenti continuano a parlare attraverso di lei.

La quotidianità di un record mondiale

Oggi Nonna Laurina vive insieme alla figlia Maria, che da anni ne cura la serenità quotidiana. Non esiste – raccontano – un segreto unico alla base della sua longevità: mangia di tutto, ascolta il proprio ritmo naturale, prega molto, e affronta il tempo con un atteggiamento fatto di calma e fiducia. Negli anni ha superato anche prove fisiche difficili, tra cui una frattura del femore e un tumore superati quando aveva già compiuto più di 107 anni. La sua è una longevità che sorprende non solo per l’età eccezionale, ma per la qualità della vita, ancora oggi fatta di presenza, affetti, rituali semplici e un solido rapporto con la comunità. Un equilibrio che sembra nascere da una combinazione di fattori: ambiente rurale, legami familiari forti, nutrizione mediterranea autentica, resilienza psicologica e quella saggezza radicata che appartiene a chi ha attraversato più epoche.

Un patrimonio italiano di conoscenza e umanità

In una società che vive a ritmi accelerati, la storia di Nonna Laurina assume un valore ancora più grande. Ricorda che la longevità non è solo una questione biologica o genetica, ma anche culturale. È fatta di relazioni, identità, appartenenza. È il risultato di un contesto – quello irpino, rurale, essenziale – che, come le Blue Zones del mondo, conserva ancora alcuni elementi chiave della lunga vita: alimentazione naturale, lavoro costante ma non estenuante, comunità solidale, spiritualità, cura reciproca. Il suo traguardo non è semplicemente un dato statistico: è un invito a ripensare il modo in cui viviamo il tempo e il modo in cui costruiamo le nostre giornate.

Un esempio per il futuro della longevità

Al Longevity Fest Costa Smeralda® ci occupiamo di scienza, innovazione, ricerca e prevenzione. Ma donne come Nonna Laurina ci ricordano che la longevità è anche un fenomeno umano, narrativo, profondamente radicato nella vita reale. Non è un ideale astratto, ma il volto di chi ha attraversato 115 anni con una dignità silenziosa e una sorprendente capacità di adattamento. Il suo compleanno diventa così un’occasione per riflettere sui determinanti sociali della longevità e su quanto le comunità – dai piccoli borghi italiani ai grandi centri urbani – possano fare per sostenere salute, benessere e invecchiamento attivo.

«Gli anni? Gesù me li ha dati e io me li prendo»

Con queste parole, semplici e profondissime, Nonna Laurina ha commentato il suo traguardo. Non un motto, ma un modo di abitare il mondo. Un modo che rivela forse il segreto più grande: vivere senza forzare il tempo, accoglierlo. E così, mentre il mondo scientifico continua a esplorare i confini della longevità, Sturno custodisce una delle sue storie più preziose. Una donna che, a 115 anni, continua a insegnarci che l’età non è soltanto un numero, ma un viaggio.

Arianna Pinton