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Scienza e Longevità: Harvard incontra Porto Cervo

Scienza e longevità: quando Harvard incontra Porto Cervo

Un confronto tra scienziati di fama mondiale e le radici della Gallura, per riflettere su come vivere più a lungo e meglio.

Porto Cervo si prepara a ospitare un incontro senza precedenti tra le eccellenze della ricerca internazionale e le radici di una terra che della longevità ha fatto il suo marchio distintivo. Dal 5 al 7 settembre, il Longevity Fest Costa Smeralda porterà in nel cuore della Gallura, a Porto Cervo, un parterre di scienziati di fama mondiale, protagonisti del panel intitolato “Harvard Meets Porto Cervo”.

Al centro del dibattito, la domanda che da secoli affascina l’umanità: come vivere più a lungo e, soprattutto, come vivere meglio?

I contributi arrivano da discipline diverse, a testimonianza di quanto la longevità è sia un fenomeno complesso. Frank Hu, professore di nutrizione ed epidemiologia ad Harvard, offrirà una panoramica sulle più recenti scoperte in tema di alimentazione preventiva. Immaculata De Vivo, sempre da Harvard, illustrerà i suoi studi pionieristici sull’epigenetica femminile, rivelando come lo stile di vita e l’ambiente possano modulare l’espressione dei nostri geni.

A dialogare con loro, il neurologo Giovanni Scapagnini, impegnato nello studio dei processi cellulari che regolano l’invecchiamento; il genetista Giuseppe Passarino, tra i primi a indagare i segreti dei centenari italiani; e Gianni Pes, ricercatore dell’Università di Sassari, che con i suoi studi ha dato una definizione scientifica alle Blue Zone, le aree del mondo caratterizzate da una straordinaria concentrazione di persone ultracentenarie.

Porto Cervo, con il suo paesaggio incontaminato e le sue radici mediterranee, diventa cos’è il palcoscenico ideale per un confronto che intreccia scienza, natura e cultura. Un invito a ripensare il concetto di benessere come equilibrio profondo tra corpo, mente e ambiente.

La scienza e la longevità: un campo di ricerca trasversale

La longevità è diventata negli ultimi decenni uno dei temi centrali della ricerca scientifica, affrontata da discipline diverse ma complementari.

  • Medicina e biologia studiano i meccanismi dell’invecchiamento cellulare, i processi di rigenerazione dei tessuti e il ruolo del DNA e dei telomeri. Le scoperte in genetica e biotecnologia hanno messo in luce l’esistenza di varianti genetiche che favoriscono una vita più lunga e in salute.
  • Nutrizione e scienze alimentari indagano l’impatto delle diete, con particolare attenzione alla dieta mediterranea e ai modelli alimentari tradizionali, nel prevenire malattie croniche e nel prolungare l’aspettativa di vita.
  • Epidemiologia e salute pubblica analizzano i dati delle cosiddette Blue Zones (zone del mondo a più alta concentrazione di centenari), tra cui la Sardegna, per comprendere come fattori ambientali, sociali e culturali contribuiscano alla longevità.
  • Psicologia e neuroscienze esplorano il legame tra benessere mentale, resilienza, relazioni sociali e capacità cognitive, evidenziando come un approccio positivo alla vita incida sull’invecchiamento sano.
  • Scienze sociali ed economiche valutano l’impatto dell’invecchiamento della popolazione sulle società e sui sistemi economici, studiando modelli di welfare, inclusione e qualità della vita nella terza eta.
  • Tecnologia e innovazione aprono nuove strade con la telemedicina, l’intelligenza artificiale applicata alla prevenzione, i wearable per il monitoraggio della salute e persino la ricerca sulla cosiddetta “longevità è  radicale” condotta in centri internazionali di biotecnologia.

La longevità, quindi, non è più soltanto un obiettivo individuale, ma un campo di ricerca globale in cui scienze mediche, sociali e tecnologiche convergono con un fine comune: vivere più a lungo, ma soprattutto vivere meglio.

Arianna Pinton