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Longevity Fest Costa Smeralda 2025: tre giorni di scienza, cultura e futuro della lunga vita

Dal 5 al 7 settembre, tra il Conference Center di Porto Cervo e la piazza Risorgimento di Arzachena, si è svolta la quarta edizione del primo festival al mondo interamente dedicato alla longevità

Un evento unico che ha saputo intrecciare ricerca scientifica, cultura, tradizione gastronomica e arte, trasformando la Costa Smeralda® in un laboratorio internazionale di idee sul futuro della vita lunga e sana.

L’iniziativa, diretta dal regista Pietro Mereu e promossa dal Consorzio Costa Smeralda, con il supporto di Smeralda Holding, ha riunito alcuni tra i massimi esperti mondiali di nutrizione, genetica, epigenetica, medicina e comunicazione, accanto a personalità del mondo culturale e artistico.

Il debutto: il cibo come medicina

Ad aprire la rassegna, venerdì 5 settembre, è stata la Lectio Magistralis del professor Frank Hu, docente alla Harvard T.H. Chan School of Public Health, che ha posto l’accento sul potere del cibo come medicina per una vita più lunga e sana.

Hu ha illustrato i benefici della dieta mediterranea, riconosciuta a livello internazionale come modello di benessere, e ha introdotto il concetto di MedAsian diet, un ponte virtuoso tra le tradizioni alimentari mediterranee e quelle asiatiche. Una proposta che unisce olio extravergine d’oliva, cereali integrali, verdura e pesce con alimenti e pratiche salutari dell’Estremo Oriente.

Le erbe e il mare: nutraceutica e biodiversità

Il pomeriggio si è aperto con il panel dedicato al Progetto Kent’Erbas, che ha visto protagonisti Gianni Pes, medico ed epidemiologo scopritore delle Blue Zones, e Andrea Cabiddu di AGRIS Sardegna. Focus dell’incontro: le proprietà nutraceutiche delle erbe spontanee sarde, parte integrante della cultura agroalimentare isolana.

Pes ha sottolineato anche come il cambiamento delle abitudini alimentari possa mettere in crisi le Blue Zones stesse: «Okinawa, un tempo simbolo di longevità, non lo è più. La popolazione ha adottato modelli occidentali e l’alimentazione tradizionale è stata compromessa».

A seguire, il dibattito “Segreti delle alghe” con Francesco Cinelli e Giovanni Scapagnini, moderato da Benedetta Rinaldi, ha raccontato le potenzialità di un superfood antico e sostenibile.

La giornata si è chiusa con la proiezione del documentario “Climbing the Elixir” di Monica Dorvach, seguito da un dialogo con l’autrice: una riflessione poetica e scientifica sul rapporto tra uomo, natura e ricerca del benessere.

La seconda giornata: genetica, startup e città del futuro

Sabato 6 settembre ha messo al centro il tema della ricerca più avanzata.

Il panel “Genetica ed Epigenetica dell’invecchiamento”, con Giuseppe Passarino e Paolo Francalacci, ha affrontato i progressi nello studio del DNA e il ruolo dei fattori ambientali e comportamentali nel modulare l’invecchiamento.

Successivamente, con “Longevity Startup”, l’attenzione si è spostata sull’innovazione imprenditoriale. Stefano Benedikter ha presentato Nuraxi, piattaforma dedicata alla nutrizione personalizzata, mentre Daniela Galdi ha illustrato i progetti di Lifeness, realtà focalizzata sul benessere digitale.

Il pomeriggio è stato animato dal panel “Epigenetica, ambiente e destino” con Immaculata De Vivo (Harvard) e Giovanni Scapagnini, moderato da Giulia Cimpanelli, che ha ribadito come il 70% della longevità dipenda dallo stile di vita, più che dai geni.

Non meno visionario è stato l’incontro con Alberto Sanna su “La città del futuro”, che ha mostrato come le tecnologie digitali possano trasformare gli spazi urbani in luoghi di salute e benessere.

Infine, Gianluigi Tiddia, ingegnere ed esperto di comunicazione digitale, ha guidato il panel “Comunicare la longevità”, sottolineando l’importanza della divulgazione per rendere accessibili al grande pubblico i risultati della ricerca.

Il gran finale: dalla scienza alla cultura

La giornata conclusiva di domenica 7 settembre ha unito i fili di ricerca, tradizione e cultura. Dopo i saluti istituzionali, Frank Hu è tornato con una nuova lectio, mentre nel pomeriggio il progetto Kent’Erbas ha nuovamente esplorato le virtù delle erbe isolane.

A seguire, l’incontro “Harvard meets Porto Cervo – La ricerca continua” ha visto dialogare Frank Hu, Immaculata De Vivo e Giovanni Scapagnini con la giornalista Barbara Carfagna. Tra i temi discussi: l’impatto dell’obesità negli Stati Uniti, la necessità di promuovere la dieta mediterranea anche oltre i confini europei, e il ruolo dell’intelligenza artificiale per definire diete personalizzate.

La giornata ha avuto anche un momento dedicato all’arte culinaria, con il Longevity Menu firmato da Coldiretti Ogliastra e servito in location iconiche come l’Hotel Pitrizza, per celebrare la tradizione delle Blue Zones sarde a tavola.

Infine, grande emozione per il conferimento ad Arzachena della targa di “Zona Blu”, riconoscimento consegnato dal professor Pes a nome della comunità scientifica.

Il Longevity Award 2025 a Pupi Avati

A suggellare l’edizione, il Longevity Award 2025 è stato consegnato al regista Pupi Avati, figura che da sempre esplora nei suoi film i valori della memoria, della famiglia e della resilienza. A premiarlo sono stati il presidente del Consorzio Costa Smeralda®, Renzo Persico, e Pietro Mereu. L’opera, realizzata dallo scultore sardo Giuseppe Sanna, ha rappresentato il simbolo di un dialogo tra arte e scienza.

Una riflessione collettiva sul futuro

Il Longevity Fest Costa Smeralda 2025 ha confermato la sua identità di evento internazionale capace di unire accademia, territorio e comunità. Dai dati scientifici alla poesia di un film, dal racconto di startup innovative ai sapori delle erbe e dei piatti della tradizione, il festival ha offerto un viaggio multidisciplinare su come immaginare una vita più lunga, sana e consapevole.

Un messaggio che nasce dalla Sardegna, cuore delle Blue Zones, e che dalla Costa Smeralda® si apre al mondo.

Arianna Pinton