Emma Maria Mazzenga: quando la longevità diventa esempio
Nel panorama della longevità attiva italiana, pochi casi sono così emblematici come quello di Emma Maria Mazzenga, nata nel 1933, oggi non solo esempio vivente di vitalità, ma anche fonte di studio scientifico. A 92 anni continua a correre, a battere record, e a sfidare idee preconcette sull’età.
Chi è Emma Mazzenga
Professoressa di Scienze in pensione, la sua vita ha affiancato la passione per lo sport fin dalla giovinezza, interrotta per motivi familiari, ma mai abbandonata del tutto. Da giovane universitaria frequentava l’atletica leggera; poi la vita, gli impegni, la famiglia, le causali della distanza da una pratica agonistica. Ma lo sport e il movimento – anche se inizialmente amatoriali – sono sempre rimasti parte del suo stile di vita.
A 53 anni, Emma Maria ricomincia: con allenamenti regolari, gare, determinazione. Tre volte a settimana fra corsa in pista, camminate “veloci” o lunghe passeggiate vicino al fiume nei mesi caldi. E nel 2024, a gennaio, diventa ufficialmente l’italiana ultranovantenne più veloce del mondo; a giugno dello stesso anno stabilisce un nuovo record nei 200 metri correndo in 50″33 – performance che batte il record mondiale precedente di oltre un secondo.
Uno studio che indaga l’eccezionale
La sua storia non è solo notizia: è oggetto di ricerca. Un gruppo congiunto di scienziati italiani e americani – con l’Università di Milwaukee (Marta Colosio) e l’Università di Pavia (guidata da Simone Porcelli) – sta studiando i suoi muscoli, i nervi, i mitocondri per capire quali siano i fattori che le consentono un livello di attività così alto nonostante l’età.
Già dai primi dati emerge qualcosa di sorprendente: la struttura delle sue fibre muscolari ricorda quella di chi ha circa 70 anni, mentre il flusso sanguigno – e quindi l’ossigenazione ai muscoli – è paragonabile a quello di chi ha molto meno: un esempio di come in alcuni casi, genetica, stile di vita, abitudini sane possano “ritardare” l’invecchiamento fisiologico, almeno per certi aspetti.
Le 5 regole d’oro di Emma Mazzenga
Dalla sua vita e dalle interviste, emergono cinque regole che possono essere prese come ispirazione per chiunque desideri vivere la vecchiaia non come decadenza, ma come un momento ancora ricco di energia, di significato, di salute.
- Mai una giornata senza muoversi
Anche nei periodi più difficili, come durante la pandemia, non ha mai permesso che un giorno passasse senza attività motoria: camminare nei corridoi, fare piccoli spostamenti, muoversi ogni volta che possibile. - Non è mai troppo tardi per iniziare
L’avventura della corsa agonistica è ripresa concretamente solo in età matura; ma Emma dimostra che l’età non è un limite se c’è la volontà. - Alimentazione semplice, varia e bilanciata
Niente di esasperato, niente stravolgimenti dietetici: verdure, carne, pesce o uova, riso o pasta, senza saltare i pasti. Ogni tanto un bicchiere di vino. Evitare eccessi, soprattutto in prossimità delle gare (non mangiare almeno tre ore prima). - Controlli medici regolari
Esami, visite agonistiche quando previsti, attenzione alla prevenzione: Emma sottolinea come la salute non possa essere data per scontata, anche quando tutto sembra funzionare bene. - Coltivare il bello della vita
Lo sport non è solo sforzo fisico, ma anche fonte di armonia, benessere mentale, disciplina interiore. Emma Maria racconta che le gare l’hanno aiutata anche nei momenti bui, dandole motivazione, struttura, gratificazione. Progetti uno alla volta, senza guardare troppo lontano, sapendo che ogni passo conta.
Che cosa ci insegna per il Longevity Fest
La storia di Emma Maria Mazzenga si inserisce perfettamente nel filone di riflessione del Longevity Fest Costa Smeralda®: quella ricerca che mira a capire non solo quanto tempo viviamo, ma come lo viviamo. Perché la longevità non è vivere tanti anni, ma vivere bene, con integrità fisica e mentale, mantenendo curiosità, capacità di sentire, di muoversi, di mettersi in gioco.
Alcune lezioni che emergono e che potremmo portare con noi dopo il festival:
- L’attività fisica va intesa non come obbligo, ma come stile di vita → non serve essere atleti: quello che conta è il movimento regolare, anche moderato.
- L’alimentazione è importante non perché drastica o di moda, ma perché coerente, equilibrata, gustosa, adatta al proprio corpo.
- La prevenzione non è un optional: cura costante, attenzione ai segnali, visite regolari proiettano verso una vecchiaia attiva.
- La salute mentale, emotiva, la qualità della vita – legami, progetti, piaceri – sono componenti fondamentali della longevità.
Conclusione
Emma Maria Mazzenga è più di un record da battere: è un esempio che porta con sé speranza, modello, buon senso. In un mundo che spesso idolatra il giovine, allora lei ci ricorda che crescere è naturale, ma con le decisioni giuste, il supporto adeguato, e la volontà, si può fare della vecchiaia – se non un trionfo – almeno una stagione significativa, piena, viva.
Al Longevity Fest Costa Smeralda® 2025, storie come la sua servono a dare concretezza al dibattito: dimostrano che non c’è una sola “ricetta” per invecchiare bene, ma che ci sono principi, abitudini, scelte quotidiane che fanno davvero la differenza.